Sartoria Etica ? 

È passato un anno esatto da quando mi sono fermamente decisa a voler intraprendere un percorso più tortuoso, più impegnativo, zeppo di difficoltà, ma che ritenevo (e ritengo) sia doveroso ed essenziale. Quando scelsi un percorso etico, ero piena di dubbi sul funzionamento della cosa, sul fatto che i prezzi delle materie prime sarebbero lievitati, che sarebbe stato fisicamente difficile reperirle, che non tutti mi avrebbero capita, che avrei dovuto lottare non poco non solo con negozi che vendono abiti economici, ma anche con artigiani che usano materie prime meno costose. 

Ho resistito con non poche difficoltà, ma se sono qui oggi, a poter raccontare questa cosa bellissima, lo devo sicuramente alla svolta etica che ho fermamente voluto. 


Perché oggi L’Atelier sul Brenta non è solamente abiti sartoriali etici confezionati con tessuti naturali.

Sono uscita dal mio campo d’azione per intraprendere un progetto bellissimo, in cui credo molto, e che (spero ma ne sono convinta ), mi darà tante soddisfazioni. 

Dalla settimana prossima insegnerò taglio e cucito a otto donne attuali e future mamme. Otto donne di cui ancora non conosco la storia, ma che voglio scoprire pian piano acquistando la loro fiducia. Alcune di loro sono giovanissime, incinte, con sorrisi appena accennati. Altre sono già mamme, dallo sguardo fiero e intoccabile. Sono sicuramente donne che hanno sofferto nonostante la giovane età, che sono arrivate qui perché i loro paesi non erano più in grado di sostenerle. 

Io non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura fatta di aghi, fili, tessuti, culture diverse e maternità. 


Il progetto porta l’evocativo nome di Sartosofia , io insegnerò a cucire e sarò appoggiata da esperte in ambito genitoriale che approfondiranno insieme alle ragazze alcune tematiche legate alla maternità e alla gravidanza. 

Useremo materiali riusati e recuperati per ridurre lo spreco e imparare l’arte del riciclo. 

È un progetto dell’associazione La Mente Comune sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese e si terrà presso il negozio dell’usato Manitese di Padova. 


Iniziamo la settimana prossima, vi terrò aggiornati sugli sviluppi del progetto che sarà comunque raccontato in testi e in immagini. Ma ci tenevo a raccontarlo anche qui, in questo minuscolo spazio che riflette la stanzetta reale dove lavoro. 

Sartoria etica? Per me è lavorare con tessuti con poco impatto sul pianeta, prediligendo quelli naturali di fabbricazione europea. Ma è anche aiutare le donne ad imparare qualcosa di concreto ed utile, per trovare il nostro posto nel mondo.

 Cosa che pare sempre più complicata. 

Spring is in the air…

In questi giorni qui sul fiume si comincia a respirare un’aria diversa. E’ tornato un timido sole e all’ora di pranzo prendo Remus e andiamo a farci un giro godendoci il piacevole tepore.

Al mattino presto non c’è più quella sensazione di silenzio assordante che c’è solitamente nell’immoto spazio dell’inverno. Ora il mondo è nella sua fase di risveglio. Non è il momento che preferisco dell’anno, perché è ancora molto freddo, ma comunque c’è una sorta di fremente vitalità nell’aria che mi rende euforica. Mi soffermo ad osservare come al suolo comincino a spuntare i primi piccolissimi fiori.

E’ il preludio, quel momento dell’anno dove tutto è improntato al divenire.

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Dal canto mio mentre in inverno sono un’orsa in letargo che mette il naso fuori di casa si e no una volta alla settimana, adesso c’è la voglia di passeggiate e fine settimana passati fuori, di tornare alla mia amata barchetta, di circondarmi di fiori, di nuove piante per la casa, di vestirmi di colori chiari, di mangiare cose fresche, di stendermi al sole, di cucire un abito fatto di fiori, in una parola, di celebrare la vita nella sua forma più… vitale!

E’ anche il momento in cui cerco di ascoltare di più il mio corpo che manda chiari segnali. La trascuratezza dell’inverno si fa sentire e bisogna rimettersi in forma. Io non l’avevo assecondato e mi sono presa una bella intossicazione alimentare che mi ha fatto capire quanto sia importante volersi bene anche dal punto di vista alimentare. (Queste cose capitano sempre con l’arrivo della primavera, è incredibile come tutto sia collegato alla perfezione!).

Voi sentite il richiamo della natura? Siete in linea con il suo ciclo? Vi sentite scoppiare di vita?

Vi consiglio di provare con una “passeggiata consapevole”, come le chiamo io. Un giro nel bosco, al parco, in un giardino, dove soffermarsi a riflettere, dove essere consapevoli della propria camminata, del proprio movimento nello spazio circondati di natura. Può sembrare banale ma credo che prendersi del tempo per vivere più lentamente non lo sia mai.

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Se la passeggiata non vi basta, vi consiglio di tenere d’occhio il sito  cecilialattari .

Cecilia vi guiderà in un mondo fatto di erbe e magia per ritrovare il vostro piccolo spazio di benessere nel mondo, e dove a breve ci sarà anche una novità tutta primaverile con un mio piccolo contributo. Rimanete sintonizzati.

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“Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza.”

Ci sono giorni in cui tutto mi sembra più complicato da fare, anche se sono cose che conosco, che so come si fanno, che probabilmente ho già fatto. Anche, ad esempio, quando devo replicare un abito che conosco bene.  Eppure l’atto stesso di cucire mi risulta più complicato; sono più lenta, le cuciture non mi vengono come vorrei, sbaglio ad usare i macchinari.

Chiamo questo stato, mancanza di ispirazione. Non quella ispirazione artistica o sindrome da foglio bianco, ma proprio quella scintilla che solitamente mi fa fare le cose bene, a volte anche molto bene.

Ho pensato che esistendo un metodo per ogni cosa, dovesse esserci anche un metodo per ritrovare l’ispirazione perduta.

E ora penserete “la scoperta dell’acqua calda.”

Vi concedo che a prima vista quello che scrivo può sembrare banale, ma per me non lo è stato, o meglio, la conclusione a cui sono giunta non è quello che sembra. Insomma, ci tengo a spiegare la svolta lavorativa che ho preso.

Ispirazione per me è Natura.

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Non nel senso che mi ispiro alla Natura, ma, forse in maniera più astratta, la mia Ispirazione è proprio Natura.

Innanzitutto c’è da dire che non tutti siamo ispirati da una passeggiata nel bosco. Certo può aiutare a svuotare la mente, a rilassarci e quindi a prepararci con più lucidità ad affrontare eventuali problemi lavorativi o creativi. Può anche essere un momento di distacco dalla frustrazione data dalla mancanza di ispirazione. Ma esiste poi un livello più profondo, probabilmente inconscio che trae l’ispirazione dal concetto stesso di Natura.

Ecco allora che i colori del terreno e delle foglie secche rimangono nella memoria, il profumo dell’umidità del sottobosco, il rumore di un ruscello e la brezza tra le foglie sono impresse e tornano con me al tavolo di lavoro.

Quando poi entro in una merceria, le forme, i colori, i rumori e gli odori di quel bosco sono con me e attraverso loro scelgo i tessuti che diventeranno i miei abiti. Il lino di un determinato colore è il cielo plumbeo tra gli alberi, è il fogliame sul sentiero, è Frassino e Nocciolo.

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Ho deciso che questa cosa nella mia sartoria etica funziona benissimo.

E da quando lavoro con questo concetto i momenti in cui manco di ispirazione stanno diventando sempre meno frequenti. Ho deciso quindi di fare un ulteriore passo per la conoscenza anche scientifica di ciò che mi ispira. La conoscenza approfondita di foglie, i nomi degli alberi e delle piante, raccogliere tesori nel bosco (come cortecce, muschi e foglie), acquistare libri di botanica e disegnare elementi naturali sono tutti atti che mi aiutano nella ricerca di ispirazione. Nella creazione di nuovi vestiti, nella scelta delle stoffe, dei colori e del tipo di tessuto, sempre naturale appunto.

Voglio approfondire sempre di più questo dialogo: Natura – Ispirazione – Creazione  che sembra vivido più che mai sia nei miei pensieri che nei miei atti.

Dopotutto H. D. Thoureau andava nei boschi per vivere con saggezza.

E lo voglio fare anch’io.

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