Ed è arrivato settembre, così impetuoso, improvviso e velocissimo, ci ha catapultati in pieno autunno. Qui stamattina c’era già una fitta nebbia, il cielo si veste di plumbeo e le foglie dell’acero che vedo dalla finestra dell’atelier, ingialliscono.

Ho iniziato a lavorare alla nuova collezione appena sono tornata dalle vacanze, il tempo è volato (ci ho messo quasi un mese), non l’ho ancora terminata, però ci tenevo a mostrare quel poco che ho fatto fin’ora.

Anche perché eravate tutte in grandissima attesa, e ho ricevuto un sacco di messaggi di curiosità e non vi ringrazierò mai abbastanza per l’entusiasmo contagioso.

Per il momento ho messo online quattro nuovi pezzi (due dei quali sono proprio dei modelli nuovi), ma sto lavorando ancora a qualche nuovo pezzo che vi mostrerò a breve.

 

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Ho dovuto fare parecchie scelte per questo nuovo anno (perché l’anno inizia a settembre, penso siamo tutte d’accordo); alcune un po’ difficili e dubbiose. Tra queste c’è stata la scelta, molto difficile, di continuare a lavorare su capi di taglio sartoriale. Magari non tutte conoscete la differenza tra un capo industriale e uno sartoriale, e non sto qui ad ammorbarvi con tecnicismi da addetti ai lavori, sta di fatto che un capo sartoriale è estremamente più lungo nella lavorazione. E’ difficile, spesso noioso e questa estate, avendo avuto una grossa mole di lavoro, avevo pensato di creare gli stessi pezzi ma industrialmente.

Poi mi sono detta che non sarebbe stata la stessa cosa, un capo sartoriale è visibile nel taglio, nelle cuciture, nelle rifiniture, insomma si nota con evidenza che è un capo fatto a mano. Un capo industriale sarebbe stato comunque fatto a mano da me, ma avrebbe avuto un altro tipo di rifiniture e cuciture che secondo me, avrebbero cambiato l’aspetto un po’ vintage e antico dei capi firmati atelier sul Brenta.

Così eccomi qui a presentarvi nuovi modelli, sempre confezionati con lo stesso criterio di artigianato sartoriale. Io lo so che questo inverno impazzirò, però mi piacciono così, che ci posso fare.

Arriviamo quindi al tasto dolente di questa scelta, perché metterci più tempo per creare un abito, voleva dire anche un aumento dei prezzi. I prezzi che tenevo l’anno passato erano veramente bassi, sia per il lavoro che ci sta dietro, sia per il prezzo che hanno le materie prime che uso. Il lino è puro lino naturale, a volte grezzo, di consistenza spessa e ha un prezzo abbastanza alto. Perfino per le rifiniture, per i bottoni, e per i fili che uso per cucire uso materiali di altissima qualità, e chi cuce conoscerà sicuramente il valore dei materiali di merceria.

I bottoni sono rimasti in vera madreperla, ma si sono aggiunti anche dei bei bottoni in legno intarsiati, che ho ritenuto perfetti per l’autunno e l’inverno.

 

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Insomma, questa scelta è stata abbastanza dovuta, e ho alzato i prezzi non per comprarmi la barca nuova ma per avere un guadagno che mi permetta di vivere.

Smetto di giustificarmi, vi lascio alla visione della nuova collezione, che potete vedere qui: Lo Shop dell’Atelier e spero che comprenderete le mie esigenze.

Un abito sartoriale ha bisogno di tempo, come la donna che lo indossa.

 

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